Olga di Kiev vedova mica tanto allegra

225px-St_Olga_by_Nesterov_in_1892La cara Olga di Kiev (879-969) era una vedovella mica male e la sua storia val la pena di essere raccontata.

Figlia di nobili, nel 903 sposa il principe Igor che 9 anni dopo diventa sovrano di Kiev. Igor però nel 945 va a riscuotere dei tributi nei territori controllati dalla tribù dei derevljiani e questi, a cui non garba molto aprire la borsa, lo fanno fuori.

Con un figlio di 3 anni, Olga diventa la sovrana di fatto, e a questo punto i derevljani pensano bene di far sposare la vedovella al loro principe Mal. Inviano a Kiev una delegazione di venti tra i loro uomini migliori per convincere la sovrana ma questa, che non aveva alcuna voglia di risposarsi e preferiva conservare il potere per il figlio li sistema in una barca e li fa seppellire vivi. Tanto per mettere le cose in chiaro.

Poi, è lei a prendere l’iniziativa e manda a dire al principe Mal che avrebbe accettato la proposta di matrimonio ma a condizione che le persone più sagge e autorevoli della tribù l’accompagnassero nel suo viaggio. I derevljani mandano a Olga i loro migliori  amministratori e al loro arrivo Olga dà loro il benvenuto e li invita a farsi una sauna per rifocillarsi del lungo viaggio; una volta che quelli son dentro fa chiudere a chiave le porte  del bagno e ci appicca il fuoco, bruciandoli vivi (principe Mal compreso). Quello che si dice un caldo benvenuto.

Fatto passare per un malaugurato incidente l’incendio della sauna, Olga invita il resto dei derevljiani (circa 5000 persone) alla cerimonia funebre del principe Mal, li fa bere come squali e una volta ubriachi patocchi li fa sgozzare dai suoi soldati.

Quando poi Olga marcia col suo esercito nei loro territori e stringe d’assedio la loro capitale Iskorosten, i cittadini implorano pietà e si offrono di pagare un tributo in pelli e miele. Olga chiede invece di avere tre piccioni e tre passeri per ogni abitazione. Tributo un po’ strano, certo, ma i derevljiani capiscono che tira una certa arietta e non stanno là a fare domande.

Quando arrivano i volatili, Olga dà ad ogni soldato un piccione o un passero, fa attaccare alle loro zampe carboni ardenti avvolti in pezzi di tessuto, quidi fa rilasciare i volatili che se ne tornano col fuoco al c… (è il caso di dirlo) ai loro nidi nelle case di Iskorosten, case che erano fatte di paglia e legno. Nell’incendio che ne segue, nessun edificio si salva, perché prendono fuoco tutti in contemporanea. La gente scappa fuori ma i soldati di Olga li aspettano: un po’ vengono ammazzati, un po’ resi schiavi, un po’ considerati bottino di guerra. La repressione continuò anche dopo la distruzione di Iskorosten e nel giro di pochi anni la tribù si estinse del tutto.

Quanto a Olga, in seguito si convertì al cristianesimo, prese il nome di Elena e divenne pure santa, cosa su cui i derevljani potrebbero obiettare qualcosa, se ne fosse rimasto uno vivo…

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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