il caffé di Balzac

BalzacHonoré de Balzac, nato il 20 maggio del 1799, apprezzava il caffé. E non poco, visto che i biografi dicono che ne trangugiasse almeno 50 tazze al giorno (e sottolineo: “almeno“, non “fino a” o “circa“, proprio “almeno”).

In realtà era dipendente dalla caffeina fin dall’età di 16 anni, quando scriveva ne faceva delle vere e proprie orge e quando incominciava ad avere problemi, verso la fine di queste orge, con lo stomaco che sventolava bandiera bianca e implorava pietà, allora per mantenere lo stato di eccitazione se lo mangiava in polvere, finemente tritato, e a stomaco vuoto per giunta.

Balzac descrisse l’effetto del caffé “secco” in questo modo: “… le idee avanzano a passo di marcia come un grande esercito  con i suoi battaglioni verso un’epico campo di guerra, e si scatena la battaglia”.  Certo, sapeva che c’erano anche effetti diciamo collaterali, come quello  di renderlo “brusco e irritabile per niente“, per usare le sue parole,  ma evidentemente il gioco valeva la candela, e semplicemente imparò, per non rendersi ridicolo, a non farsi vedere in giro  quando era in certe condizioni.

E anche se, come molti altri scrittori francesi del periodo, Balzac si fumava anche la marijuana, forse per  pareggiare gli effetti del caffè, alla fine è stata la caffeina a farlo fuori.

 

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Solo perché sono paranoico non vuol dire che non sia vero che tutti ce l'hanno con me
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