Le emorroidi di Napoleone

battle_of_waterloo_napoleon_aware_of_his_defeat-300x18218 giugno 1815: Waterloo. Basta la parola (non badate all’immagine a fianco: dovrebbe rappresentare Napoleone a Waterloo ma non ci azzecca, poi capirete perché).

La batosta che prese Napoleone è nella memoria di tutti (vedi nota 1), e ci sono libroni che ci dicono come è andata, ma  la Storia è un po’ pudibonda, e… beh, non dice le come sono andate veramente le cose. Il fatto è che Napoleone a Waterloo non era, diciamo così,  al suo meglio fisicamente. Non era una novità: fin da giovane soffriva di emorroidi croniche, e andando avanti con gli anni, vuoi per il fatto di mangiare senza masticare, vuoi per il fatto di dormire 4 ore per notte, vuoi per il fatto di passare il tempo a battagliare in giro per l’Europa, aveva accumulato emicranie, calcoli e coliti in quantità industriale, e i suoi disturbi divennero cronici.

Quando poi le cose andavano male o così così, subiva aggravamenti e le battaglie entravano a far parte della cartella clinica, ad esempio:

campagna d’Egitto (1798) : febbri e infezione urinaria
battaglia di Borodino (1812): gravi problemi alla vescica
battaglia di Bautzen (1813): ulcera e altri gravi disturbi gastroenterici
battaglia di Lipsia (1813): intorpidimento del sistema nervoso, stato di semi-letargia

A Waterloo fu peggio. Certo, gli storici attribuiscono la sconfitta a mancanza di comunicazione tra i reparti, a errori di valutazione, a coincidenze sfavorevoli, alle cattive condizioni atmosferiche, ecc. ecc. Vi lascio alle cronache ufficiali per saperne di più. Però in genere queste cronache, come dicevo sopra, trascurano il fattore salute oppure ci glissano sopra, ci girano attorno, dicono e non dicono, e solo perché parlare di certe cose nei salotti buoni della Storia non va bene.

Comunque, gli storici veri, quelli che non indorano la pillola e non usano eufemismi, sono tutti concordi nel dire che una delle cause della sconfitta di Napoleone furono gli attacchi di emorroidi di cui soffrì prima e durante la battaglia.

La notte prima della battaglia Napoleone aveva dormito poco (poco anche per il suo solito!) a causa di una crisi di diarrea e dei conseguenti forti dolori emorroidali,  e i suoi generali annotarono che si muoveva debolmente e che era in uno stato di semi-abulia.  Così,  invece di attaccare all’alba come era previsto, Napoleone si vide costretto a rimandare l’attacco data l’impossibilità di  montare sul suo cavallo “Marengo” e di spostarsi rapidamente per il campo di battaglia per controllare il movimento delle truppe. Inoltre, la giornata era terribile e il terreno pressoché allagato dalle forti piogge. Napoleone aspettò ulteriormente per vedere se il terreno poteva asciugarsi ma iniziata la battaglia, la tensione, lo sforzo fisico e il suo stato nervoso gli provocarono un ulteriore attacco di emorroidi molto doloroso e fu costretto a fermarsi nuovamente. In definitiva, quel giorno l’Armata francese non poté contare sul genio e la capacità del suo Comandante.

Quindi, viene da domandarsi: come sarebbe oggi l’Europa francese se in dotazione all’esercito francese ci fosse stata anche un po’ di pomata al cortisone?

PS
non ho letto libri inglesi sulla battaglia, chissà se, tenendo conto delle condizioni fisiche di Bonaparte e delle condizioni del campo di battaglia allagato, qualche storico d’Albione abbia fatto dell’umorismo ricordando che Waterloo in inglese significa letteralmente “cesso d’acqua”.

(nota 1)  nella memoria di tutti, a parte però qualche sciagurato manager Telecom dalle idee un cincinin confuse, ma questa è veramente un’altra storia

 

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