Un sottomarino di color… beh, rosa no di sicuro

144256934531270Uno tra i miei film favoriti è “Operazione sottoveste“, diretto da quel genio di Blake Edwards nel 1959 e conosciuto anche come “Il sottomarino rosa“. Questo come spiegazione, perché questo post riguarda un sommergibile che potrebbe anche essere definito con un colore che tenderebbe piuttosto al  marroncino, un color… beh, sì, un color cacca diciamo.

Riguarda l’ U-boot 1026, tipo VII C, un sommergibile costruito con le tecniche più avanzate dell’epoca. Tra queste tecniche c’era anche il sistema di scarico del wc, e non era cosa da poco: il sistema tradizionale era quello di tenere tenere feci et similia a bordo per eliminarli poi durante la navigazione in superficie mentre il nuovo sistema provvedeva ad uno scarico in mare anche durante la fase di navigazione sommersa, il che significava risparmio di spazio e minor peso, quindi possibilità di rimanere sommersi più a lungo e maggiore manovrabilità.

Era un sistema all’avanguardia ma piuttosto complicato, che prevedeva il passaggio degli escrementi attraverso una serie di camere chiuse fino ad un portello pressurizzato da dove tramite aria compressa la cacca veniva sparata in mare, come un siluro. Questa operazione comportava un ordine esatto di apertura e chiusura delle valvole tra una camera e l’altra, e c’era un marinaio appositamente addestrato che interveniva ogni volta che un membro dell’equipaggio si serviva del wc (della serie “è un lavoro di m…. ma qualcuno lo deve fare“).  Con le nuove tecnologie però un rischio c’è sempre, soprattutto quando vengono utilizzate da Fessi e in questo caso il fesso di turno fu il comandante Karl-Adolf Schlitt.

Il 14 aprile 1945 l’ U-boot stava incrociando al largo di Peterhead, nel Mare del Nord, alla profondità di 200 piedi (61 m.). Il comandante Karl-Adolf Schlitt ebbe un bisogno naturale e andò in gabinetto. Aveva 27 anni, era la sua prima missione da comandante, era fiero e orgoglioso e, come tante persone con responsabilità di comando di fresca nomina, era un fesso della categoria so-tutto-io (una categoria delle peggiori).

Proceduto all’espletamento delle sue funzioni corporali, Schlitt decise che poteva fare da solo e natürlich sbagliò l’ordine di apertura e chiusura delle valvole di passaggio. Quando chiamò il tecnico, la situazione era ormai precipitata e attraverso il portello di uscita invece della cacca in direzione mare entrava il mare in direzione u-boot, così  che il gabinetto venne inondato da un misto di liquami e acqua marina.  E non finì qui: il liquido maleodorante dal gabinetto cominciò a fluire verso il vano sottostante, dove c’erano le grandi batterie interne del sottomarino che vennero sommerse e cominciarono a produrre dei velenosi vapori di cloro.

Per evitare che il gas invadesse il sottomarino, Schlitt diede freneticamente ordine di emersione ma arrivato in superficie le pattuglie di aerei inglesi individuarono il sommergibile e incominciarono a bombardarlo. A questo punto, per non far cadere la meraviglia tecnologica nelle mani nemiche, venne dato l’ordine di autoaffondamento.

Alla fine ‘sta storia di m…. costò la morte di 4 uomini dell’equipaggio (uno per ferite e tre per annegamento), la cattura di altri quaranta marinai oltre alla perdita dell’ U-boot 1206 e del suo cesso ipertecnologico.

PS
Il comandante Schlitt nel suo rapporto ufficiale scrisse che l’ingresso di acqua fu dovuto a una rottura dell’impianto di scarico del bagno; ci pensarono poi i suoi marinai a dire come andarono realmente le cose…

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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