Eremiti a noleggio

hermitL’11 gennaio del 1810 il giornale inglese Courier pubblicò un annuncio che diceva: “... giovane uomo cercasi che desideri ritirarsi dal mondo e vivere come un eremita in qualche luogo in Inghilterra disposto ad impegnarsi con qualche nobile o qualche gentiluomo desiderosi di averne uno. Saranno prese in considerazione tutte le lettere indirizzate a S. Laurence (posta pagata), lasciate a Mr. Otton al n. 6 di Coleman Lane, Plymouth, con l’indicazione della ricompensa desiderata e altri particolari...

A parte che uno che vuole fare l’eremita di solito non sta là a leggere gli annunci economici dei quotidiani, si tratta comunque di un annuncio insolito, certo, ma non così insolito come si potrebbe pensare. Riguarda infatti quelli che venivano chiamati “eremiti ornamentali”: era di moda, tra chi se lo poteva permettere, assumere un uomo che risiedesse nelle loro tenute e facesse vita da eremita. Ovvio che non erano eremiti veri e propri: alloggiavano in un eremo preparato dal datore di lavoro, un contratto stabiliva il costo e la durata della prestazione, avevano il compito di comparire di routine per essere visti ed ammirati dagli ospiti del padrone di casa: come scrive Edith Sitwell nel libro English Eccentrics “… si pensava che niente potesse deliziare gli occhi più di vedere una persona anziana con una lunga barba grigia, vestito di pelle di capra, dibattersi tra i disagi ed i piaceri della Natura…”

Era però una vita bastarda: nel Lancashire un proprietario prometteva 50 sterline all’anno vita natural durante per chi avesse trascorso 7 anni in una grotta sotto terra senza parlare ad anima viva e senza mai tagliarsi né capelli né barba né unghie (sia delle mani che dei piedi) e trovò anche un candidato, che però resistette solo 4 anni -e non si sa nemmeno se ebbe una qualche ricompensa almeno per averci provato!

Un certo Charles Hamilton invece aveva fatto costruire a Pains Hill (già il nome …) vicino a Cobham, nel Surrey, un eremo su una collina di sua proprietà. Nel suo annuncio specificava che all’eremita sarebbero state fornite una Bibbia, occhiali, tappetino per i piedi, cuscino per la testa, una clessidra, acqua per bere e cibo dalla casa. L’eremita poi doveva indossare una pelle di capra, e mai, per nessun motivo,  avrebbe dovuto tagliarsi capelli, barba, e unghie, non doveva uscire dalla proprietà e nemmeno scambiare una parola con la servitù. In cambio di questo servizio sarebbe stato pagato 100 sterline all’anno ma -e qui si vede la bastardaggine del proprietario- solo alla fine dei 7 anni con la clausola che se non avesse tenuto fede ad una qualsiasi parte dell’impegno non avrebbe ricevuto un soldo (capito che figlio di buona donna il signor Hamilton?). Comunque, si ha notizia di un solo eremita che accolse la proposta: venne licenziato dopo tre settimane, quando fu scoperto a bere birra in un pub locale…

Come si può intuire dalle richieste dei datori di lavoro, quella degli eremiti ornamentali fu una moda che durò poco, anche se ne resta un’eco in quegli ignobili nani e gnometti che vediamo in tanti giardini…

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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