Il bagaglio di Maria Antonietta

The arrest of Louis XVI of France and his family, Varennes, 22 June 1791Il 21 giugno 1791, a mezzanotte, ebbe inizio quella che passò alla storia come “la fuga di Varennes”, il tentativo di Luigi XVI di abbandonare Parigi insalutato ospite.

I motivi del perché la fuga non riuscì furono probabilmente più di uno, ma nei libri in genere viene sottovalutato il fattore Maria Antonietta, che invece fu determinante.

In effetti la fuga era stata preparata con cura, fin da marzo era pronta una carrozza fatta costruire ad hoc; erano stati presi accordi con l’Imperatore d’Austria e altri principi europei; era stato preparato un lasciapassare con falsi nomi per superare i controlli;  l’itinerario era stato ben studiato, con un ruolino di marcia preciso per i cambi di cavallo e l’incontro con truppe fedeli che dovevano fare da scorta fino alla piazzaforte di Montmédy, ai confini col Belgio. Da qui, protetto dai reggimenti monarchici e con l’appoggio di truppe austriache schierate al confine, Luigi XVI intendeva lanciare la controrivoluzione.

Invece al re andò buca per una serie di ritardi che videro protagonista la sua consorte. Va detto che fin dallo studio della fuga i consiglieri di Luigi XVI volevano che il re partisse da solo, ma Maria Antonietta si oppose e pretese di partire anche lei, assieme ai figli e alla governante dei figli. Non solo: alla regina non passava neanche per l’anticamera del cervello l’idea di viaggiare  leggera, nessuno le disse che era un low cost  e che più di trolley e bagaglio a mano non poteva tenere, si portò dietro una serie di bauli, valigie ed altra roba che appesantirono -e di molto- la carrozza.

Al momento della fuga la mezzanotte del 20 giugno dal palazzo delle Tuilieries,  da dove i reali uscirono separati per evitare sospetti, la partenza ritardò di una buona mezz’ora perché la regina si era persa nei giardini e nelle viuzze attorno al palazzo. Quando poi si partì, per il peso eccessivo la carrozza invece di filare veloce teneva una media sui 10 km all’ora. Inoltre, sempre per il peso eccessivo si ruppe anche una ruota e bisognò fermarsi a ripararla. In totale, altre 3 ore di ritardo nella mattina del 21 giugno e gli ussari che attendevano il re, non vedendo arrivare nessuno, snasarono un fallimento e si dispersero alla chetichella.

Il resto è storia nota: riconosciuti e arrestati a Varennes, senza scorta, i reali vengono riportati a Parigi dove, visto il tentativo del re, viene affossata definitivamente l’idea di una monarchia costituzionale e di lì a poco Luigi XVI e consorte passeranno per il “rasoio nazionale“, simpatico soprannome che il popolo aveva dato alla ghigliottina.

PS
il 21 giugno 1791 era martedì: com’è che dice il proverbio? Nè di venere, né di marte…

Annunci

Informazioni su achedes

nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
Questa voce è stata pubblicata in Storia e storiacce e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...