Ingratitudine inglese

Nel 1812 la nave inglese Isabella, al comando di George Highton, fece naufragio al largo di Eagle Island, una delle Falkland, dove trovarono scampo i sopravvissuti. Qualche tempo dopo i naufraghi vennero soccorsi dal Nanina, una baleniera statunitense il cui capitano, Charles Barnard (1781-1840) dimostrò di essere un po’ ingenuo, per non dire che dimostrò di essere un gran bel Fesso (di quelli con la F maiuscola).

Barnard infatti soccorse i naufraghi e li accolse a bordo della Nanina, dove, tra le altre cose, informò i sopravvissuti che i rispettivi paesi, Stati Uniti e Inghilterra, erano entrati in guerra ma si impegnava comunque a portarli in salvo. Poi, resosi conto che erano aumentate le bocche da sfamare a bordo della nave, con un gruppo di suoi marinai scese a terra per fare provviste. Gli inglesi rimasero a bordo della nave, ma, resosi conto che in fin dei conti erano in guerra, presero il comando della nave e via, si parte!, lasciando a terra il capitano Barnard e i suoi, che vennero recuperati da due baleniere inglesi più di due anni dopo.

Barnard ebbe anche il coraggio di scrivere un libro su questa sua disavventura, ma non ha scritto se e quanti calci nel sedere ha preso dal suo equipaggio…

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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