il chirurgo più veloce del mondo

220px-Robert_Liston_StumpNell’800, prima dell’arrivo degli anestetici, finire sotto i ferri dei chirurghi non era certo una robetta da poco. Quando ti andava bene, come prima cosa ti riempivano di acquavite (oppure rum, gin, quel diavolo che c’era, basta che avesse grado) fino a ridurti incosciente, magari a un passo dal coma etilico ma incosciente. Oppure potevano darti una botta in testa, sempre allo scopo di farti perdere coscienza, almeno per un po’. In secondo luogo, ti legavano ben bene, perché dovevi stare fermo ma il dolore fisico sveglia fuori e ti fa passare anche la sbronza più cattiva. Alla fine, quando sei bello immobile e non puoi muovere nessun muscolo… vai col bisturi! e il cotone, più che per tamponare il sangue, i chirurghi se lo ficcavano nelle orecchie per non sentire le urla del disgraziato -sempre che non avessero avuto l’accortezza di imbavagliarlo.

Come si può capire, in questi frangenti i chirurghi dovevano essere veramente tanto, tanto, tanto veloci: era la velocità che faceva la differenza in termini di sofferenza e di riuscita delle operazioni. E questo che vedete nel ritratto è Robert Liston (1794-1847), scozzese di Edimburgo, forse il più veloce e il più bravo chirurgo dei suoi tempi e alcuni dei suoi interventi sono passati alla storia:

  • rimozione in 4 minuti di un tumore allo scroto del peso di 45 libbre che costringeva il proprietario a portarlo su una carriola
  • amputazione di una gamba in 2 minuti e mezzo -purtroppo per la velocità Liston tagliò anche i testicoli del paziente
  • amputazione e sutura di una gamba in 2 minuti e mezzo -un record, anche se: 1) il paziente morì comunque di infezione; 2) morì d’infezione anche l’assistente di Liston a cui il chirurgo nella foga aveva tagliato le dita; 3) nella foga Liston tagliò anche le falde del soprabito di un altro chirurgo che assisteva all’operazione (e che gli stava troppo vicino…) e che morì per lo shock. Quindi altro record, quello del 300% di decessi in una singola operazione!

E questo, ricordiamolo, non era uno scalzacani… era il migliore!

 

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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