carriera di un fesso fortunato (parte 2)

Timothy_DexterBene, eccoci qua a raccontare ancora (dopo il primo post) la storia di quel fenomeno che fu Timothy Dexter (1747-1806).

L’avevamo lasciato a Newburyport ricco sfondato che si dava da fare per fare una buona  impressione sui nuovi concittadini ed entrare nell’alta società, ma neanche qui -come in precedenza a Boston- il tizio risultava gradito, lo consideravano un parvenu che aveva fatto i soldi senza nessun merito e un ignorante senza nessuna qualità. Ora, è vero che quelli del New England la puzza al naso ce l’hanno da sempre, ma è anche vero che il denaro non puzza, e così imprenditori, possidenti e industriali della città dovettero ingoiare il rospo e accettarlo fra di loro.

A questo punto però i riccastri di Newburyport -brutta bestia l’invidia!-  pensarono di potersi divertire alle spalle del quidam, e, visto che possedeva anche due navi da carico, presero a dargli consigli talmente sballati che solo un imbecille totale avrebbe potuto seguire. Ora, quello che i signori non sapevano era che Dexter senza dubbio era un fesso patentato ma aveva dalla sua Madama Fortuna, quella col C maiuscolo:

  1. gli “consigliano” di mandare un carico di scaldini da letto (di quelli usati nei freddi inverni del New England, praticamente contenitori di ferro con coperchio e manico dove venivano messe delle braci) nel posto dove ce n’era più bisogno, e cioè nei Caraibi… Il capitano della nave sconsigliò una spedizione del genere ma non ci fu nulla da fare, però una volta nelle isole, lo stesso capitano riuscì a sbolognare gli scaldaletto come mestoli per la raccolta della melassa nelle piantagioni. E Dexter ci fece il suo bel guadagno.
  2. gli stessi “amici” gli dicono che può fare i soldi mandando guanti di lana nelle Isole del Sud (altro posto notoriamente gelido) : botta di C, la nave incrocia alcune navi portoghesi che stavano per partire per una missione commerciale in Cina e che acquistano tutti i guanti perché i mercanti cinesi avevano bisogno di guanti da vendere in Siberia. Altri quattrini in saccoccia.
  3. sempre su consiglio degli “amici” manda una nave carica di Bibbie nelle Indie Orientali: lì era appena arrivato (proprio da un paio di giorni!) un gruppo di missionari cristiani che cercavano disperatamente delle Bibbie da distribuire agli indigeni e ne fanno incetta. Ovviamente, un altro buon affare.
  4. gli dicono di raccogliere i gatti randagi di mezzo New England e di venderli nelle Indie Occidentali come animali di compagnia alle famiglie bene di Trinidad e Tobago: si scopre che in alcune isole c’è un’ invasione di ratti e i gatti randagi vengono comprati a prezzi esorbitanti per cacciare i topi. Altro affarone.

Dopo una dozzina di storie di questo tipo, i consiglieri fraudolenti, ormai con l’ulcera per lo smacco, buttano là una sfavata imperiale, di quelle che non possono fallire: gli dicono che avrebbe fatto grossi guadagni vendendo carbone a Newcastle, dall’altra parte dell’Atlantico. Ora, Newcastle upon Tyne era forse il più grosso centro europeo del carbone e ancor oggi in inglese c’è il modo di dire “portare carbone a Newcastle” per indicare un’azione completamente stupida. Dexter ci casca, gli “amici” gongolano felici pensando che questa volta ci avrebbe rimesso anche le mutande ma Madama Fortuna fa gli straordinari e le navi arrivano a Newcastle al culmine di uno sciopero dei minatori, con la produzione azzerata e i prezzi del carbone alle stelle! E indovina chi fa i soldoni?

Ora, uno potrebbe anche pensare che Dexter in realtà fosse un genio, che sapesse sfruttare le occasioni e invece no, era proprio un fesso: con le distanze e le comunicazioni dell’epoca, nessuno sapeva né poteva prevedere scioperi o invasioni di ratti -e neanche missionari in cerca di Bibbie  o navi portoghesi dirette in Cina. E comunque, ci sono altri aspetti della sua vita che rivelano la sua vera essenza.

Dexter se ne sbatteva della famiglia: i figli li ignorava e basta, in compenso non riusciva a sopportare la moglie: aveva raccontato a tutti che la moglie era morta e quando i rari visitatori la vedevano in casa diceva che era solo il suo fantasma scorbutico che veniva a tormentarlo. Una volta simulò la propria morte, per vedere quante persone sarebbero andate al suo funerale, e così il 14 Novembre 1800 circa 3.000 persone si presentarono al palazzo di Dexter ma restarono profondamente delusi capirono che Dexter era ancora vivo sentendolo fin da fuori sbraitare contro la povera moglie perché non si era messa abbastanza a lutto…

All’età di 50 anni, Dexter iniziò a lavorare a quello che secondo lui doveva lasciare un segno indelebile  nella storia: un libro dal titolo “Pickle for the Knowing Ones or Plain Truths in a Homespun Dress” (Salamoia per coloro che sanno ovvero verità assolute con vestiti fatti in casa).  Questo libro (libro… in realtà un libercolo di 24 pagine) non è altro che una celebrazione  di se stesso, a cui si aggiungono qua e là invettive contro i politici, i preti e la moglie e alcune poesie in suo onore commissionate ad un poeta ventenne e squattrinato che Dexter aveva assunto (per inciso, quando gli raccontarono dei poeti italiani onorati con una corona d’alloro, inviò a questo suo apologeta a pagamento una corona di prezzemolo ma non per derisione o altro, era solo che in giardino quello aveva, e non alloro).

t_dexter_bookQuanto allo stile, oltre ad essere un cafarnao nel contenuto, è la sagra degli errori di ortografia e di grammatica (ricordiamo che sulla statua che si era fatto costruire Dexter si era autoproclamato “il più grande filosofo del mondo occidentale” ma era semianalfabeta -senza colpa: aveva dovuto lasciare la scuola all’età di 8 anni- e pare non abbia mai letto un libro). Inoltre, usa le lettere maiuscole a casaccio, senza motivo o ragione apparente (Dio solo sa cosa passa per la testa di un fesso del genere!)  e non usa mai ma proprio mai punti, virgole o qualsiasi altro segno di punteggiatura.

t_dexter_book_2Le prime copie Dexter le regalò, ma la su opera era talmente… bah, diciamo bizzarra, per non dire altro, che divenne popolare e fece pubblicare un bel po’ di ristampe -sempre a sue spese. In una di queste ristampe, dal momento che il tipografo gli aveva fatto notare che un po’ di punteggiatura avrebbe reso il testo più comprensibile,  Dexter aggiunse una pagina in più, con solo linee di punti, virgole, punti interrogativi, ecc., invitando i lettori a buttarle qua e là come facevano col sale e il pepe…

PS
Il libro di Dexter lo potete trovare su Internet Archive ma bisogna avere stomaco per affrontarlo…

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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