Morte a tempo di Giovanni Battista Lulli

Jean-Baptiste_Lully_1.jpegGiovanni Battista Lulli (1632-1687) fu un musicista famoso sia come compositore che come strumentista nonché come ballerino e attore. Nato a Firenze, si trasferì in Francia e assunse il nome di Jean-Baptiste Lully.

Era bravo, ma era anche un figlio di buona donna perché a Parigi, con l’appoggio del Re Sole, diventò il boss del melodramma e riuscì a far fuori le altre compagnie, stabilendo ad esempio che solo alla sua compagnia era permesso utilizzare ballerini in scena, quanti attori voleva, quanti (e quali) strumenti voleva, tutte le altre potevano utilizzare al massimo due voci e sei violini -ballerini nisba. Un po’ poco per uno spettacolo decente. Per questo non era molto amato, e quando morì non poche furono le bottiglie stappate per il mica tanto triste evento.

In un certo senso si può dire che morì sulla scena, ma la sua va difilato annoverata tra le morti stupide. Aspetta. Bisogna prima spiegare:  nel ‘600 i direttori d’orchestra non usavano stare sulla pedana e dirigere con la bacchetta: nel ‘600 si sistemavano sulla pedana e segnavano il tempo battendo un grosso bastone sulla pedana stessa. Bon, adesso si può andare avanti (domando scusa ai melomani che già lo sapevano).

Lulli stava eseguendo un Te Deum davanti al Re Sole, ma non riuscendo a far fare ai musicisti quello che voleva lui, si incavolò come una bestia (era di temperamento sanguigno e facilmente incazzoso) e, non potendo spezzare la bacchetta come fanno i maestri incazzosi ai tempi nostri, battè con violenza il suo bastone (un bastone di ferro, bello pesante, con nastri e pomolo riccamente ornati) sulla pedana. Solo che non prese la pedana e si smaciullò il ditone del piede.

Ora, non è che per un dito maciullato si possa morire facilmente, neanche a quei tempi, però il dito fece cancrena. Quando gli dissero che se non voleva morire bisognava amputare il piede, fu chiaro che a Lully gli bastava poter continuare a comporre, a dirigere, a suonare,  recitare e scrivere musica, ecc., no: lui voleva fare anche il ballerino, anche se ormai aveva 55 anni e il physique du rôle se n’era già andato e rifiutò le cure, pensando di guarire lo stesso. La cancrena ringraziò e in breve tempo Lully morì tra atroci dolori. Vero che la cancrena prende il cervello, ma Lully rifiutò l’amputazione  moooolto prima che arrivasse al cervello, indubbio segno che un po’ fesso lo era anche lui…

 

 

 

 

 

 

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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