Amédée Pauwels – La dinamite va in Paradiso

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foto segnaletica di Amédée Pauwels

“… La bomba proletaria illuminava l’aria, la fiaccola dell’anarchia…” ve la ricordate La locomotiva di Guccini? Beh, la Parigi di fine ‘800 era proprio così, le bombe degli anarchici individualisti squassano la capitale francese: Ravachol mette bombe contro magistrati e procuratori (mmmm…. vabbé, ci provava: una volta la bomba scoppia prima, un’altra volta in un palazzo sbaglia piano e con una carriola carica di dinamite fa saltare l’appartamento di due vecchiette perché il consigliere Benoît stava due piani più sopra, ma insomma, quello che conta è il pensiero!).

Ravachol finisce su madama ghigliottina e  Vaillant bombarda la camera dei deputati per vendicare Ravachol. Finisce sulla ghigliottina anche lui. E poi per vendicare Vaillant dal Belgio arriva Pauwels. La sua bomba scoppiò in una chiesa (beh, quasi…) ma Pauwels non finì sulla taglierina di stato, e la sua morte va raccontata.

Amédée Pauwels, il cui vero nome era Désiré Joseph Pauwels (1864-1894), era un operaio belga, anarchico individualista, e volendo vendicare l’esecuzione di Vaillant, arriva a Parigi clandestinamente e prepara la sua bella bomba vendicatrice. Problema: dove buttarla e chi far fuori? Mmmm… magistrati, politici, borghesi avevano già avuto la loro buona razione, e allora Pauwels, ateo convinto e feroce anticlericale, decide che è ora di dare una lezione a preti, bigotti e compagnia briscola e stabilisce di tirare la bomba in una chiesa, e non una chiesetta da poco: l’obbiettivo è una delle chiese più importanti di Parigi, la Madeleine.

Il 15 marzo 1894 arriva davanti alla Madeleine, con la bomba nascosta sotto il cappotto; si tratta di un ordigno artigianale, roba fatta in casa -come praticamente tutte le bombe degli anarchici individualisti- e non è molto sicura. Pauwels si scaglia di corsa attraverso la porta, ma non sa (segno che in chiesa non ci andava proprio, o almeno di sicuro non alla Madeleine!) che per limitare il freddo e il rumore dall’esterno in quell’entrata ci sono due porte a tamburo e lui passata la prima si schianta contro la seconda e la bomba scoppia addosso a Pauwels che viene ributtato all’esterno, sotto il portico, senza neanche riuscire a entrare in chiesa.

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Pauwels dopo l’attentato

Vabbè,  saltare con la propria bomba è una cosa che tutti i dinamitardi mettono in conto, e anche se sarebbe preferibile farsi tagliare la zucca gridando “Viva l’Anarchia!“, lasciarci la pelle in quel modo è comunque una bella morte, per chi ama il genere. La morte di Pauwels però ha avuto uno strascico tragico (o ironico, a seconda dei punti di vista): immaginate questo ateo irriducibile, questo feroce anticlericale con lo stomaco squarciato, le gambe e braccia dilaniate, che respira ancora e che negli ultimi istanti di vita si vede arrivare di corsa un pretone che in extremis lo benedice e attacca la tiritera dell’ “Ego te absolvo“.   La classe operaia va in Paradiso, si diceva quasi cinquant’anni fa, ma andarci in questo modo è un po’ una beffa…

 

 

 

 

 

 

 

Immagini da Wikipedia

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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