L’ultimo matrimonio di Attila

medaglione rinascimentale raffigurante Attila

medaglione rinascimentale raffigurante Attila

Ah, il Flagello di Dio e di tutte le terre! A capo di un impero che si estendeva dall’Europa centrale al Mar Caspio, e dal Danubio al Mar Baltico, il nemico più feroce e più potente sia dell’Impero romano che di quello d’Oriente, re e conquistatore, l’unno Attila (406-453) non ha bisogno di presentazioni: il suo nome continuò ad incutere timore per molto tempo dopo la sua morte, una morte che fu però più da sfigato che da guerriero….

Nel 453, tornato in Ungheria dopo l’invasione dell’Italia,  Attila prese in moglie una bella e giovane donna di nome Ildiko. Intendiamoci, non che non avesse altre mogli in giro per l’Europa e l’Asia, le donne gli piacevano, eccome: a Colonia un paio di anni prima ci aveva provato persino con Sant’Orsola (ma gli era andata buca e al rifiuto di Orsola -all’epoca non era ancora Santa- la fece ammazzare insieme ad altre 11.000 donne che l’accompagnavano, ma questa è un’altra storia).

Come ogni matrimonio che si rispetti, anche quello di Attila con Ildiko fu accompagnato da una grande festa e da un sontuoso banchetto che durò fino a tarda notte, quando Attila, che aveva bevuto come uno squalo ed era ubriaco fradicio, si ritirò nella sua tenda dove i suoi uomini gli portarono la sposina. Ildiko, che forse non era proprio convinta di questo matrimonio e che conosceva il modo di Attila di trattare le donne, in preda al terrore si mise a correre urlando e Attila ovviamente ci corse dietro, solo che ciucco tradito com’era andò a sbattere col muso contro un palo della tenda. Il sangue gli incominciò a colare a fiotti dal naso e non si fermò più e alla fine morì soffocato dal suo stesso sangue.

Certo, non è né primo né l’ultimo degli uomini a morire correndo dietro a una donna, ma dentro una tenda…

 

Immagine da Wikipedia Commons

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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