Morte -stupida- di Iosif Stalin (non aprite quella porta -la vendetta)

stalin_josephVi ricordate la favola di Pierino e il lupo? quello che gridava sempre “Al lupo! Al lupo!” per divertirsi a far correre la gente e quando il lupo arrivò per davvero nessuno andò ad aiutarlo? Ecco, la morte di Iosif Vissarionovič Džugašvili detto Stalin (1879-1953) ricorda proprio questa favola.

Stalin fu una delle bestie più cattive della storia, uno non aveva alcun rispetto per la vita umana, uno psicotico che mandò alla morte milioni e milioni di persone spesso per motivi banali o stupidi, come quando mandava le truppe a marciare sopra i campi minati per bonificarli. E questa sua ultima storia è un misto di paranoia, di un senso dell’umorismo decisamente discutibile e di ferocia. Vediamo come si mischiano queste tre cose:

  • Paranoia: come ogni dittatore che si rispetti, aveva una fifa boia che qualcuno potesse fare a lui quello che lui faceva agli altri, ed aveva vietato a tutti, guardie del corpo comprese, di mettere piede oltre la porta blindata che portava nelle sue stanze da letto private
  • Discutibile senso dell’umorismo: un giorno Stalin si mise di proposito a urlare come se fosse in grande agonia, per vedere la reazione delle guardie, che alla fine entrarono per portargli soccorso
  • Ferocia: fece fucilare le guardie perché non avevano rispettato le consegne.

La notte del 28 febbraio 1953 però stette male per davvero, subì un colpo apoplettico e si mise a gridare come un ossesso chiedendo aiuto. Le guardie che erano fuori della porta blindata, ricordando che cosa era successo ai propri colleghi, fecero cippirimerlo e col caspio che entrarono: avvertirono il loro capo, questo telefonò a Malenkov e Berjia, i quali contattarono i medici personali del dittatore, insomma nessuno osò aprire quella porta fino alla sera del giorno dopo, quando a Peter Lozgachev, comandante delle guardie,  venne ordinato di entrare e Stalin fu ritrovato ormai in condizioni disperate, e morì qualche giorno dopo. Probabilmente un soccorso rapido l’avrebbe salvato.

Come la vogliamo commentare questa fine? Ci stanno bene un mucchio di proverbi…chi la fa l’aspetti,  tanto va la gatta al lardo…, tutti i nodi arrivano al pettine, … altri ancora?

 


 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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