Il Re e il suo Doppio (quando si dice la coincidenza…)

umberto_i_re_ditaliaNon capita a tutti di incontrare il proprio Doppio, eppure fu quello che capitò a Umberto Rainerio Carlo Emanuele Giovanni Maria Ferdinando Eugenio di Savoia (1844-1900), Re d’Italia col nome di Umberto I.

Il Re il 28 luglio 1900 si trovava in visita a Monza e col suo aiutante di campo, il generale Emilio Ponzo-Vaglia, si recò in un piccolo ristorante a pranzare e quando gli presentarono il padrone, si accorse subito che aveva un viso familiare, anzi: erano proprio uguale, sia di faccia che nella corporatura. Va bene, un sosia non è niente di che, anche un Re ne può avere uno -magari tenendo anche conto del fatto che il babbo di Umberto, Vittorio Emanuele II (1820-1878) era stato un donnaiolo di prima e Monza era uno dei suoi territori di pascolo preferiti- ma qui le cose sono un cincinin più complicate.

Infatti quando il Re e il ristoratore cominciarono a parlare fra di loro commentando la somiglianza, scoprirono altre cosucce che li accomunavano:

  1. erano nati tutti e due nello stesso giorno e nella stessa città (Torino, 14 marzo 1844)
  2. tutti e due avevano sposato una donna di nome Margherita
  3. il ristoratore aveva inaugurato il suo locale nello stesso giorno in cui Umberto I saliva al trono (9 gennaio 1878)

Il giorno dopo quell’incontro, Umberto I venne informato del fatto che il padrone del ristorante era morto con un colpo della sua stessa pistola partito -accidentalmente- mentre la puliva. Il Re d’Italia ne rimase molto impressionato, e non sapeva ancora quanto: la sera dello stesso giorno infatti morì anche lui -ma non del tutto accidentalmente- sotto i colpi della pistola di Gaetano Bresci.

PS
ho scritto “non del tutto accidentalmente” perché in effetti la morte di Umberto I qualche elemento di casualità ce l’ha, e Bresci non ha avuto solo una buona mira, ha avuto anche un buon colpo di fortuna con la C maiuscola, ma questa è un’altra storia…

Immagine da Wikipedia Commons

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