Botte per procura alla corte inglese

whipping-boyL’italiano “capro espiatorio” si può tradurre in inglese “whipping boy”, cioè “ragazzo da sferza” (o qualcosa del genere) ma non era un modo di dire, era un vero e proprio incarico presso la corte inglese tra il XVI e il XVII secolo, e venne creato per dare agli insegnanti del principe ereditario uno strumento efficace per imporre disciplina e buona condotta.

All’epoca parte integrante dell’educazione erano le punizioni corporali (sferza compresa), giudicate necessarie per correggere comportamenti scorretti, svogliatezza, ecc. E qua c’era un bel problema:  la monarchia derivava dal diritto divino, nessuno poteva mettere le mani sul re e di conseguenza nessuno poteva mettere le mani sul principino per quante marachelle più o meno gravi potesse combinare (o meglio: l’avrebbe potuto toccare il re suo padre, ma si sa che in genere i re hanno altro da fare che star là a badare alla prole). La soluzione era allora il whipping boy, cioè un ragazzo che riceveva la punizione al posto del principe: il regal fanciullo rompeva qualcosa, non studiava, faceva scherzi alla servitù, disobbediva agli ordini? Nessun problema, tanto calci nel sedere, sferzate, bacchettate sulle dita e sberle se le cuccava quell’altro.

A sentirla sembra un’emerita fesseria, della serie bello fare il re, e invece non è così: il whipping boy (che poteva essere un orfano o un trovatello ma anche essere scelto tra le famiglie nobili) era coetaneo del principe, viveva anch’esso a corte, diventava suo compagno di giochi e spesso anche di studi; i due diventavano amici, crescevano assieme e fra loro si formava un legame emotivo per il quale alla fine quando il nobil pargolo vedeva il suo amico prendersi le botte e le punizioni per qualcosa che aveva fatto lui principe, stava male sul serio e  vedendo il trattamento riservato all’amico, c’erano meno probabilità che commettesse di nuovo lo stesso errore o mancanza. Insomma, funzionava.

E poi come lavoro non era poi così male, visto che anche fuori del palazzo, tra la gente comune, calci nel sedere, bastonate, botte e compagnia briscola erano la regola per i giovincelli. Inoltre, c’erano dei lati veramente positivi, soprattutto quando il whipping boy  era un orfano o un bambino abbandonato: cresceva a corte, vestiva bene e mangiava meglio, riceveva una istruzione, diventava amico dei potenti e quasi sempre, quando il principe era cresciuto e il suo ruolo non serviva più, veniva ricompensato con premi in denaro, trovava un buon lavoro, ecc.: re Carlo I (1600-1649), tanto per dire, fece fare al suo whipping boy William Murray una bella carriera a corte, lo fece vivere nel palazzo di Ham House e più avanti lo nominò addirittura primo conte di Dysart. Mica male per qualche calcio nel sedere, no?

Immagine da Wikipedia Commons

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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