Braveheart e il Fesso di Stirling Bridge

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rappresentazione di epoca vittoriana

La battaglia di Stirling Bridge sul fiume Forth ebbe luogo l’ 11 settembre 1297, durante la prima guerra d’indipendenza scozzese, e viene sempre ricordata come il capolavoro tattico del comandante scozzese William Wallace (?-1305) -quello di Braveheart, tanto per intenderci- che riuscì a dare agli inglesi una batosta di tutto rispetto.

La vittoria però non fu del tutto merito di Wallace, e le cose sarebbero potute andare in modo diverso se non fosse stato che a capo delle forze inglesi c’era John de Warrenne (1231-1304), sesto conte di Surrey, eminente voltagabbana nelle guerre tra la corona e i baroni, sopravvalutato comandante militare e -almeno in questo caso- emerito fesso.

Warrenne doveva farla finita con gli scozzesi che controllavano gran parte del territorio a nord del fiume Forth. Arrivato al fiume con il suo esercito -molto più agguerrito dell’esercito raffazzonato di Wallace- decise di non attraversare subito e si attendò per diversi giorni, dando così il tempo di dare l’allarme a Wallace (prima fesseria). Per passare il fiume poi c’erano due possibilità: o passare per il ponte (stretto, ci passavano solo due  cavalieri alla volta) oppure attraversare il guado due miglia a nord (bello largo, ci potevano passare trenta cavalieri in linea). All’alba del 10 settembre i suoi soldati incominciarono ad attraversare il fiume per il ponte senza incontrare alcuna resistenza sull’altra sponda ma vennero richiamati indietro e il tutto venne rimandato al giorno dopo. Perché questo contrordine e ulteriore ritardo? Per l’ineffabile motivo che Warrenne quella notte aveva dormito troppo!

La mattina dell’11 però gli scozzesi al comando di Wallace avevano fatto in tempo a concentrarsi sull’altra sponda e, pur inferiori di numero (gli inglesi erano il triplo degli scozzesi) e molto peggio armati, si erano preparati alla difesa sulle alture davanti al ponte. Nonostante questi fossero ben visibili, Warrenne, ben consigliato da quell’altro genio del suo luogotenente, Hugh de Cressingham, decise di non spostarsi fino al guado e di passare ugualmente per il ponte, anche se ci sarebbero volute ore prima che l’intero contingente arrivasse sull’altra sponda (seconda fesseria).

Quando l’avanguardia inglese, 5400 fanti più alcune centinaia di cavalieri, al comando del Cressingham, ebbero passato il ponte, Wallace ordinò l’attacco. E fu un macello: inferiori di numero, accerchiati e senza possibilità per i cavalieri di manovrare, gli inglesi vennero intrappolati e fatti a pezzi dalle lance scozzesi senza che fosse possibile avere rinforzi visto che lo stretto ponte faceva da tappo per l’intervento del resto dell’esercito.  Hugh de Cressingham cercò di fuggire ma venne raggiunto e ucciso, e la stessa fine toccò alle sue truppe, se ne salvò solo qualche centinaio che riuscì a tornare a nuoto sull’altra sponda.

Alla fine, quando furono gli scozzesi che cercarono di passare il ponte per attaccare gli inglesi rimasti sull’altra sponda, Warrenne, che pure aveva ancora un grosso contingente di arcieri e la maggior parte dell’esercito che non aveva passato il fiume, pensò bene di evitare il combattimento e diede ordine di distruggere il ponte. Terza fesseria, perché era proprio nelle condizioni ideali per rendere la pariglia a Wallace facendo polpette degli scozzesi proprio nello stesso modo in cui questi avevano fatto polpette dei suoi.

Vabbè… pare comunque che Warrenne abbia imparato la lezione e in seguito come condottiero se la cavò meglio, ma questa è un’altra storia….

PS
nel film Bravehearth la battaglia venne rappresentata in modo completamente falso, non c’è alcuna traccia del ponte (era troppo difficile filmare le scene sul e lungo il fiume…)

Immagine da Wikipedia Commons

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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