Le Moniteur Universel : fedeli a chiunque

Le_Moniteur_UniverselOgni volta che leggo un giornale (su carta o su web) mi trovo a riflettere sulle problematiche dell’informazione e, dopo una profonda analisi, prendendo in esame ogni possibile aspetto di carattere socio-economico e valutando le diverse congetture, ipotesi e prospettive di carattere storico-sociologico, arrivo sempre alla conclusione  che i giornalisti sono delle grandi pu***ne. E pu***ne, guarda te, sempre con chi paga meglio, cioè con chi ha i quattrini e sta al potere.

Certo, non è una caratteristica dei nostri contemporanei quella di scrivere con la lingua: esempio mirabile è quello de Le Moniteur Universel, probabilmente il giornale più importante della Francia tra il ‘700 e l’800, di volta in volta monarchico, aristocratico, rivoluzionario, giacobino, napoleonico, monarchico di nuovo,  ecc. ecc., a seconda di come tirava il vento. Memorabile è la sequenza dei titoli di copertina con cui, dal 1 al 20 marzo 1815, il giornale commentò la fuga di Napoleone dall’Elba e la sua avanzata attraverso la Francia fino alla fuga di Luigi XVIII e il suo rientro (suo di Napoleone, naturellement!) a Parigi:

  • 1 marzo: L’antropofago è uscito dalla sua tana
  • 2 Marzo: L’ Orco della Corsica è sbarcato a Golfe-Juan
  • 6 marzo: La tigre è arrivata a Gap
  • 9 marzo: Il mostro ha dormito a Grenoble
  • 12 marzo: Il tiranno ha attraversato Lione
  • 14 marzo: L’usurpratore è stato visto a 60 leghe dalla capitale
  • 16 marzo: Bonaparte avanza a grandi passi ma non entrerà mai Parigi
  • 18 marzo: Napoleone sarà domani sotto i nostri bastioni
  • 19 marzo: L’Imperatore è arrivato a Fontainbleu
  • 20 marzo: Sua Maestà l’Imperatore è arrivato stasera alle 8 al suo palazzo alle Tuileries

Oggi la chiameremmo una , come dire… cronaca in progress a variabili costanti suona bene?

A onor del vero, Georges Blond, nel suo libro Les Cent-Jours: Légende et réalité, dice che i titoli erano di questo tono ma non così spudorati (io li ho tratti da “Storia del giornalismo“, di G. Gozzini, 2000) perché il direttore del giornale, non sapendo come sarebbe andata a finire la storia, cercava soprattutto di pararsi il didietro. L’ultimo titolo però, quello del 20 marzo, è confermato, e anzi il titolo completo è di una diplomazia (termine con cui le persone serie indicano la paraculaggine) esemplare:
Parigi, 20 marzo – Il Re e i principi sono partiti durante la notte. Sua Maestà l’ Imperatore è arrivato questa sera alle 8 al Palazzo delle Tuileries.
Con buona pace del bonapartismo e del cerchiobottismo. Chapeau!

 

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nella vita alle volte si è il gabbiano, altre volte la statua...
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